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Adesioni

Il brand Grancereale nasce nel 1989 e diventa la prima linea di biscotti con cereali integrali Mulino Bianco. Le sue ricette caratterizzate dal gusto intenso dei cereali croccanti e farina integrale, lo rendono un prodotto iconico e distintivo grazie al suo aspetto «grezzo» e «naturale». Oggi Grancereale è una marca con un’identità unica e proprietaria, e opera in 3 categorie con una vasta gamma di prodotti come biscotti, barrette e cereali da colazione, per una produzione di più di 10.000 tonnellate e circa 8 milioni di acquirenti. Il brand Grancereale è di proprietà del Gruppo Barilla.

 

www.grancereale.it

 

Barilla nasce nel 1877 a Parma come bottega per la produzione di pasta e pane. Il Gruppo è leader mondiale nel mercato della pasta e dei sughi pronti in Europa continentale, dei prodotti da forno in Italia e dei pani croccanti nei Paesi Scandinavi. Attualmente il Gruppo possiede 28 siti produttivi ed esporta in più di 100 Paesi.

 

www.barillagroup.com

STRATEGIA DI SOSTENIBILITÀ

 

La strategia di sostenibilità di Barilla si chiama Buono per Te, Buono per il Pianeta, un insieme di valori e principi che permettono all’azienda di crescere e promuovere uno sviluppo sostenibile. All’interno di questa strategia si inserisce il brand Grancereale che si impegna per i prossimi 3 anni a realizzare interventi di salvaguardia, protezione e ripristino di 6 boschi esistenti in Italia individuati tra Nord e Sud, pari a circa 13 ettari di terreno. Inoltre, Grancerale ha scelto di compensare le proprie emissioni di CO2 calcolate lungo tutta la sua filiera produttiva, attraverso un progetto internazionale certificato in Brasile dove contrastando lo sfruttamento forestale viene preservato l’assorbimento di CO2 della foresta salvaguardata. I crediti generati da questo progetto sono certificati secondo elevati standard qualitativi e vengono acquistati per Grancereale solo su piattaforme internazionali, contribuendo agli obiettivi di sviluppo sostenibile definiti dall’ONU.

Il gruppo Barilla aderisce a Mosaico Verde promuovendo progetti per la tutela di boschi esistenti che soffrono problematiche legate a calamità naturali, incendi, dissesto idrogeologico, introduzione di specie alloctone. Gli interventi previsti consentiranno di affrontare queste criticità generando una serie di benefici per i boschi e le comunità locali.

Benefici

  • Aumento della biodiversità con introduzione di specie autoctone
  • Stabilizzazione del suolo con interventi di ingegneria naturalistica
  • Riduzione del rischio di propagazione malattie (insetti)
  • Ripristino della fruibilità delle aree
  • Riduzione del rischio di propagazione incendi
  • Ricolonizzazione naturale del bosco

 

In alcuni casi, gli interventi di tutela prevedono progetti di rimboschimento funzionali al ripristino di zone boscate precedentemente danneggiate.

Progetti di tutela e gestione forestale

Comune di Londa (FI)

Area 1 | Località Acquareta 
Area 2 | 
Località Prato Dormi 

 

Superficie interessata: circa 2 ha

 

L’intervento di tutela prevede la ricostituzione di due aree boschive, situate nel comune di Londa, attraverso la pulizia del sottobosco e la rimozione delle piante danneggiate, la successiva messa a dimora di giovani piante forestali e le relative attività di manutenzione, a seguito di una forte nevicata del novembre 2017 che ha provocato gravi danni alla foresta di pino silvestre con diffusi stroncamenti e sradicamenti. Le attività pianificate vanno ad integrare un progetto già in essere co-finanziato dal Piano di Sviluppo Rurale della Regione Toscana.

Le aree individuate si trovano all’interno del territorio del Parco Nazionale “Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, un’area di 420 ettari che ricade nel Complesso forestale regionale di Rincine, in provincia di Firenze, che ha un’estensione complessiva di circa 1.448 ha nell’Appennino tosco-romagnolo ed è gestito dall’Unione dei Comuni di Valdarno e Valdisieve.

Da dicembre  2019, il Complesso forestale regionale di Rincine, oltre alla doppia certificazione PEFC e FSC® (Forest Stewardship Council), ha ottenuto anche la certificazione FSC® per i servizi ecosistemici per le categorie Carbonio e Servizi Ricreativi (turismo, fruizione). Per quest’ultima è la prima realtà in Italia ad averla ottenuta.

Attività di progetto

  • Attività di taglio, allestimento e cippatura delle piante di conifere danneggiate
  • Conservazione di tutte le latifoglie presenti e delle specie sporadiche, al fine di favorire la biodiversità
  • Rimozione delle piante danneggiate e sgombero della ramaglia dall’area
  • Preparazione del suolo per il rimboschimento
  • Messa a dimora di 1.500 giovani piantine
  • Protezione delle giovani piantine dal morso della fauna selvatica
  • Cure colturali comprensive di risarcimento della fallanza, sfalcio delle infestanti
  • Manutenzione per 2 anni

Comune di Borgo Valsugana (TN)

 

Superficie interessata: circa 2 ha

 

La Val di Sella è una vallata alpina del Trentino sudorientale, sita sulle Prealpi Vicentine, ed ha una superficie totale di circa 6.000 ha. L’area di intervento, nel Comune di Borgo Valsugana ha intrapreso il percorso di certificazione FSC® (Forest Stewardship Council) ed è vicina a Arte Sella, il parco di Art and Nature.

L’intervento di tutela si sviluppa all’interno di un’area gestita dall’associazione culturale Arte Sella, che ha subito notevoli danni sia ambientali che alle infrastrutture a seguito della tempesta Vaia di fine ottobre 2018. Il progetto ha come obiettivo principale il ripristino del patrimonio forestale danneggiato ed impoverito dalla tempesta e la copertura arborea consoliderà la struttura superficiale del terreno aumentandone la resistenza all’erosione e al rischio di dissesto idrogeologico, favorendo il ripristino ecologico del bosco.

Attività di progetto

  • Pulizia generale dell’area e accatastamento ceppaie e ramaglie per la messa in sicurezza e il rinnovamento naturale del bosco (favorire la crescita delle piante da seme)
  • Triturazione delle ceppaie e della ramaglia lungo il percorso (almeno 20 metri ai lati del sentiero presente) e distribuzione in loco della biomassa per l’arricchimento del suolo
  • Messa a dimora di 300 giovani piantine lungo il sentiero
  • Cure colturali comprensive di risarcimento della fallanza, sfalcio delle infestanti
  • Manutenzione per 2 anni

Comune di Mazzano Romano (RM)

Area 1 | Comune di Mazzano Romano
Area 2 | Cascate del Monte Gelato

 

Superficie interessata: circa 2 ha

 

Il Parco Regionale Valle del Treja è un’area protetta del Lazio, compresa nei territori del comune di Calcata (VT) e Mazzano Romano (RM), con una superficie di 628 ha ed è percorsa dal fiume Treja.

Le aree oggetto degli interventi presentano numerosi e complessi problemi di dissesto, dovuti alla scarsa qualità delle rocce di tufo, alla presenza di fenomeni di frana in atto e/o potenziali, al ruscellamento incontrollato delle acque superficiali e alla presenza di vegetazione infestante, che contribuisce ad accelerare fenomeni di fratturazione delle rocce vulcaniche presenti.

Attività di progetto

  • Pulizia ed eliminazione della vegetazione infestante
  • Recupero della sentieristica attraverso la messa in sicurezza e ripristino del sentiero preesistente
  • Consolidamento dei versanti tramite biostuoia in fibra vegetale (juta) per stabilizzare terreni poveri di sostanza organica e soggetti ad erosione meteorica
  • Attività di contenimento dello scorrimento delle acque piovane superficiali
  • Messa a dimora di 350 giovani arbusti
  • Cure colturali comprensive di risarcimento della fallanza e sfalcio delle infestanti
  • Manutenzione per 2 anni

Comune di Portofino (GE)

 

Superficie interessata: circa 2 ha

 

Il progetto di tutela si sviluppa in un’area di proprietà del Comune di Portofino che ricade all’interno del Parco e prevede la sistemazione e il ripristino ecologico di un’area forestale danneggiata dalla tempesta di vento che ha colpito la riviera genovese di levante nell’ottobre 2016. Tutti gli interventi in progetto sono realizzati secondo i criteri della selvicoltura naturalistica.

Attività di progetto

  • Sgombero della superficie dell’area dalle piante abbattute per consentire il rinnovamento naturale e la colonizzazione del suolo da parte delle specie presenti nell’area (quali lecci, carpini neri, ornielli, roverelle, pini marittimi) e ridurre il rischio di incendi che più facilmente potrebbero propagarsi in un terreno con continuità a terra di rami secchi e fusti
  • Rimozione piante malate e infestanti
  • Ripristino del sentiero
  • Cure colturali comprensive di risarcimento della fallanza e sfalcio delle infestanti
  • Manutenzione per 2 anni

Comune di Monte Sant’Angelo (FG)

 

Superficie interessata: circa 2 ha

 

L’intervento di gestione interessa un’area di proprietà del Comune di Monte Sant’Angelo all’interno del Parco Nazionale del Gargano ed è gestita dal Consorzio di Bonifica Montana del Gargano. Il Parco Nazionale del Gargano è una delle aree protette più estese d’Italia: comprende la Comunità Montana del Gargano, la riserva marina delle isole Tremiti, la Foresta Umbra e grazie alla sua conformazione morfologica offre un habitat ricco di biodiversità.

I boschi interessati dalle attività di tutela e gestione sono a prevalenza di conifere risalenti agli anni ’60 e di origine naturale a prevalenza di Leccio. La necessità principale di questo ecosistema è quella della prevenzione incendi: gli interventi sono proprio finalizzati alla riduzione dei rischi di incendi boschivi ed assumono particolare rilevanza dal momento che l’area si trova in prossimità della Foresta Umbra, una foresta millenaria, patrimonio dell’Unesco, che rappresenta il polmone verde del Parco.

Attività di progetto

  • Diradamenti dal basso
  • Eliminazione di alberi pericolanti
  • Potature sul secco e spalcature
  • Predisposizione di fasce tagliafuoco
  • Reintroduzione di specie autoctone tipiche della macchia mediterranea attraverso la messa a dimora di 550 giovani piantine
  • Cure colturali comprensive di risarcimento della fallanza e sfalcio delle infestanti
  • Manutenzione per 2 anni

Comune di Latronico (PZ)

 

Superficie interessata: circa 2 ha

 

L’intervento interessa un’area di proprietà del Comune di Latronico all’interno del Parco Nazionale del Pollino e appartenente alla rete Natura 2000. L’area, situata in località Malboschetto, in prossimità del Monte Alpi, è attualmente occupata da specie alloctone introdotte dall’uomo in passato (come il pino nero) con l’obiettivo di ripopolarla, ma che non si sono adattate alle condizioni locali, determinando l’impoverimento del bosco. L’intervento è finalizzato dunque alla reintroduzione di specie autoctone per favorire la ricolonizzazione naturale del bosco.

Attività di progetto

  • Ripulitura dell’area dalle specie infestanti per favorire il naturale ripopolamento attraverso la diffusione dei semi
  • Rimozione delle piante a terra e della necromassa laddove presente in quantità eccessiva
  • Messa a dimora di 500 giovani piantine selezionate tra le specie autoctone, come ad esempio: Pino Loricato (già presente sul Monte Alpi), Abete Bianco dell’Italia Centro Meridionale (specie Abies Alba), Carpino Bianco.
  • Cure colturali comprensive di risarcimento della fallanza e sfalcio delle infestanti
  • Manutenzione per 2 anni

Progetti di forestazione

Comune di Monte Sant’Angelo (FG)

Il progetto è stato realizzato grazie ad un’iniziativa promossa da Grancereale all’interno di alcuni punti vendita selezionati della GdO nell’estate del 2020: per ogni tre prodotti a marchio Grancerale acquistati dai consumatori è stato piantato un albero. L’iniziativa è stata un successo: il numero di adesioni, a solo due settimane dal lancio, aveva già superato le stime previste. Per questo motivo, l’azienda ha deciso di intervenire nuovamente nelle zone già coinvolte dal progetto I Boschi di Grancereale per realizzare delle nuove piantumazioni, in Puglia, Toscana e Trentino Alto Adige. L’area di intervento è situata nel Comune di Monte Sant’Angelo all’interno del Parco Nazionale del Gargano, in una zona adiacente all’intervento di gestione forestale finalizzato alla riduzione del rischio incendi, precedentemente realizzato. Anche questa porzione è caratterizzata da un elevato rischio di incendio ed erosione del suolo e per questo motivo sono state messe a dimora essenze autoctone in grado di consolidare il terreno e tutelare la biodiversità.

Tipologia di area

Extra-urbana a rischio incendio/dissesto

 

Alberi piantati

808

 

Ettari impiegati

1

 

Specie utilizzate

Leccio, acero campestre, orniello

Comune di Londa (FI)

Il progetto è stato realizzato grazie ad un’iniziativa promossa da Grancereale all’interno di alcuni punti vendita selezionati della GdO nell’estate del 2020. Grazie all’attività promozionale, ogni consumatore che acquistava tre prodotti Grancereale poteva giocare lo scontrino sul sito ed ottenere la messa a dimora di un albero nei Boschi di Grancereale. L’iniziativa ha avuto un grande successo: il numero di adesioni, a solo due settimane dal lancio, aveva già superato le stime previste. Per questo, le piantumazioni sono state distribuite su più aree dei Boschi di Grancereale in Toscana, Puglia e Trentino-Alto Adige. La forestazione è avvenuta nello stesso sito già oggetto degli interventi di tutela realizzati da Grancereale a partire dal 2019 e si prefigge l’obiettivo di ricostituire l’ecosistema boschivo con la messa a dimora di specie autoctone in grado di preservare la variabilità genetica del territorio, che ha subito un grave danno a seguito di una violenta nevicata. L’intervento ha inoltre l’obiettivo di ricreare le condizioni ideali per preservare i siti di rifugio e riproduzione della fauna, creando le giuste condizioni di protezione.

Tipologia di area

Extra-urbana a rischio incendio/dissesto

 

Alberi piantati

505

 

Ettari impiegati

1

 

Specie utilizzate

Acero campestre, ciliegio, nocciolo, pino silvestre