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Recupero reti fantasma e rifiuti

Questo progetto, sostenuto da CPL Concordia, società italiana leader nella progettazione, realizzazione e gestione di sistemi energetici, è stato realizzato nella provincia di Bari con l’obiettivo di recuperare rifiuti abbandonati e reti fantasma disperse nei fondali di fronte alle coste dei Comuni di Bari, Polignano a Mare e Monopoli.

 

Il progetto di pulizia e recupero è stato svolto in due fasi: la prima attività è avvenuta il 5 maggio sulla spiaggia cittadina di Bari, conosciuta con il nome di Pane e Pomodoro, ed è stata realizzata con la partecipazione dei volontari del circolo Legambiente Bari- L’ulivo e del Comitato Regionale Pugliese di Legambiente e il supporto di sub professionisti per le attività di pulizia dei fondali marini.

L’attività di recupero delle reti fantasma si è svolta invece in tre giornate consecutive, 8-9-10 maggio, al largo dello scoglio dell’Eremita di Polignano a Mare, grazie all’attività di sub professionisti e con la partecipazione di Legambiente Puglia, i circoli locali di Legambiente Monopoli e Polignano a Mare e Legambiente Maratea Sky&Sea.

Il recupero delle reti è stato reso possibile grazie a due giornate di immersioni esplorative, condotte mediante una tecnica innovativa basata sull’impiego di un ROV (Remotely Operated Vehicle), veicolo sottomarino manovrato da operatori specializzati a bordo dell’imbarcazione di supporto.

 

Inaugurazione

Il progetto è stato inaugurato il 15 luglio a Bari al Palazzo di Città alla presenza di Vito Leccese, Sindaco del Comune di Bari, Vito Carrieri, Sindaco del Comune di Polignano a Mare, Vincenzo Laneve, Assessore alle Coste, Demanio e Ambiente del Comune di Monopoli, Samuele Penzo, Vicepresidente di CPL Concordia, Raffaele Rammaro, Responsabile Area Sud – Puglia, Basilicata e Sicilia di CPL Concordia, Sandro Scollato, Amministratore Delegato di AzzeroCO2, Daniela Salzedo, Presidente di Legambiente Puglia, Giuseppe Ricciardi, Presidente Legambiente Maratea Sky&Sea.

Come ricordo del progetto, AzzeroCO2 ha consegnato a CPL Concordia una Balena realizzata dall’artista Antonella Cirrito con bottiglie di plastica post-consumo.

 

 

Video presentazione

 

 

Reti fantasma: le dimensioni del problema

Nel Mediterraneo gli attrezzi da pesca rappresentano l’89% dei rifiuti pescati

 


 

Le reti fantasma sono trappole invisibili che riempiono i nostri mari, reti da pesca – o quel che resta di loro – dimenticate, perse o abbandonate, sotto la spinta delle correnti, continuano incessantemente ad abradere il fondale, ferendo e uccidendo anche migliaia di invertebrati, ma anche vertebrati come tartatughe marine e uccelli.

Oltre alla cattura accidentale di fauna marina, le reti fantasma contribuiscono all’inquinamento marino rilasciando microplastiche nell’ambiente.

Recupero rifiuti e reti fantasma

Risultati del progetto

Nel corso della giornata di pulizia sulla spiaggia di Pane e pomodoro sono stati raccolti complessivamente 1.6 Kg plastica, 5 Kg vetro, 300 sigarette e 14Kg di rifiuti indifferenziati, sia dalla spiaggia che dal fondale marino.

Durante le immersioni al largo dello scoglio dell’Eremita, il 10 maggio, a seguito delle attività di indagine condotte con il ROV sono stati recuperati circa 3 quintali di reti abbandonate ed un centinaio di pneumatici.

Gli pneumatici presenti lungo la costa barese sono stati gettati probabilmente negli anni ’70 da alcuni ragazzi che si sfidavano per gioco a lanciarli in mare dalla scalinata che si trova sul lungomare di Polignano, dove ora sorge la statua dedicata al cantante Domenico Modugno.

Il complesso recupero delle reti permette non solo di eliminare una fonte di inquinamento ma anche di liberare centinaia di organismi come coralli, crostacei, pesci, che altrimenti troverebbero la morte. Questo lavoro permetterà di proteggere gli habitat naturali e di tutelare la biodiversità marina.

  • Tutela della biodiversità marina
  • Riduzione dell'inquinamento da microplastiche
  • Protezione degli habitat
  • Salvaguardia della fauna marina
  • Educazione e sensibilizzazione ambientale

Il ROV (Remotely Operated Vehicle)

Dotato di videocamere ad alta definizione, luci, bracci meccanici e sensori ambientali, il ROV consente di operare in condizioni ambientali critiche o a profondità non raggiungibili in sicurezza dai subacquei, senza la necessità di immersione diretta.

Questa tecnologia garantisce un’elevata precisione nella localizzazione e identificazione di oggetti sommersi, come reti fantasma, rifiuti o strutture abbandonate, e permette di acquisire dati fondamentali per il monitoraggio e la valutazione dello stato ecologico dei fondali.

Monitoraggio

È inoltre previsto, a distanza di sei mesi dall’intervento, un nuovo impiego del ROV sulle stesse coordinate geografiche, con l’obiettivo di verificare gli effetti ambientali dell’attività di recupero e documentare l’evoluzione dello stato ecologico del fondale ed un ulteriore e ultimo controllo a distanza di due anni dalla bonifica, per monitorare l’evoluzione a lungo termine dell’area e consolidare i dati sull’efficacia dell’intervento in termini di sostenibilità ambientale e resilienza degli ecosistemi marini.

 

Progetto realizzato con il supporto di

in collaborazione con con il patrocinio di

 

Con il supporto tecnico di

circoli di Legambiente: Bari L’Ulivo, Puglia, Monopoli, Polignano a Mare, Maratea Sky&Sea

Capitaneria di Porto di Monopoli