Si tratta di aree verdi di dimensioni ridotte, spesso realizzate in contesti urbani, dove alberi, arbusti e piante vengono messi a dimora con un’alta densità e una grande varietà di specie, prevalentemente autoctone. Questa progettazione ha lo scopo di replicare, in pochi metri quadrati, il funzionamento di una foresta naturale, accelerandone i processi di crescita e rigenerazione.
Una microforesta (o tiny forest) è, infatti, un fitto bosco autoctono in rapida crescita, basato su un metodo di gestione forestale sviluppato negli anni ’70 da Akira Miyawaki.
Piantando insieme molte specie diverse – alberi e arbusti di varie dimensioni – e organizzandole su più livelli, la microforesta si sviluppa rapidamente e crea un proprio microclima. In poco tempo si forma una chioma fitta, capace di proteggere il suolo e il sottobosco.

Questa densità elevata di piante, in poco spazio, fa sì che queste competano tra loro per la luce e lo spazio, e ciò stimola una crescita molto più rapida e vigorosa rispetto alle alberature tradizionali.
Le Tiny Forest sono rifugi per la biodiversità, ospitando insetti, piccoli mammiferi e uccelli, in un ambiente protetto e rigenerato.
Questi piccoli boschi, fino a venti volte più ricchi di specie rispetto alle foreste tradizionali, diventano habitat sicuri per la flora e la fauna locali, contribuendo a rivitalizzare il territorio in cui crescono.
Fondamentale è ovviamente la scelta delle specie. Perché la microforesta funzioni davvero, è necessario usare piante autoctone, capaci di convivere tra loro senza alterare l’equilibrio naturale. Questo richiede uno studio attento del contesto locale, valutazioni sulla compatibilità e la capacità di immaginare come le diverse specie evolveranno insieme nel tempo.
Una soluzione per aumentare biodiversità, resilienza climatica e qualità della vita urbana.
Con Mosaico Verde abbiamo realizzato due microforeste:
Reggio Emilia – Bosco Urbano le Tre Vele (2023)