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Recupero reti fantasma

Il nostro progetto marino di “rigenerazione del territorio”,  per recuperare reti da pesca perse o abbandonate nei fondali italiani e ripristinare l’ecosistema marino, oggi fortemente minacciato.

 

Cosa possono fare le aziende?

Le aziende possono investire in questo progetto e trasformare un gesto di responsabilità in un impatto tangibile: contribuire alla tutela dei mari e alla valorizzazione dei nostri ecosistemi attraverso azioni di recupero e rigenerazione. Un’iniziativa che rafforza la reputazione aziendale, crea valore condiviso e nuove modalità per raccontare l’impegno ambientale ai propri stakeholder.

 

Come si svolge il progetto di Recupero di reti fantasma

 

1.Scouting dei fondali

Scouting dei fondali da parte di sub professionisti per l’individuazione delle reti e altro materiale da recuperare utilizzando, laddove le condizioni del fondale lo permettano, anche tecnologie innovative come il ROV (Remotely Operated Vehicle), un robot dotato di videocamere ad alta definizione, luci, bracci meccanici e sensori ambientali.

2.Immersioni di recupero

I sub professionisti effettueranno una o più immersioni di recupero a seconda delle aree individuate e della quantità di materiale da rimuovere. Saranno sempre supportati da imbarcazioni per facilitare le operazioni di recupero.

I referenti aziendali potranno decidere se prendere parte alle attività di recupero.

3.Smaltimento materiale

Il materiale recuperato viene smaltito dal Comune di pertinenza, garantendo un trattamento responsabile e sostenibile.

4.Comunicazione ed evento di presentazione agli stakeholder

Infine è possibile organizzare un evento di presentazione dei risultati del progetto per raccontare a stampa e stakeholder le attività realizzate e il proprio impegno per il ripristino dell’ambiente marino. Verrà inoltre programmata una campagna di comunicazione social con la fornitura di scatti fotografici e video subaquei per lo storytelling del progetto.

 

 

 

 

Reti fantasma: le dimensioni del problema

Nel Mediterraneo gli attrezzi da pesca rappresentano l’89% dei rifiuti pescati

 

Le reti fantasma sono trappole invisibili che riempiono i nostri mari, reti da pesca – o quel che resta di loro – dimenticate, perse o abbandonate, sotto la spinta delle correnti, continuano incessantemente ad abradere il fondale, ferendo e uccidendo anche migliaia di invertebrati, ma anche vertebrati come tartatughe marine e uccelli.

Oltre alla cattura accidentale di fauna marina, le reti fantasma contribuiscono all’inquinamento marino rilasciando microplastiche nell’ambiente.

Benefici del progetto

Il complesso recupero delle reti permette non solo di eliminare una fonte di inquinamento ma anche di liberare centinaia di organismi come coralli, crostacei, pesci, che altrimenti troverebbero la morte.

Questo progetto permetterà di proteggere gli habitat naturali e di tutelare la biodiversità marina.

  • Tutela della biodiversità marina
  • Riduzione dell'inquinamento da microplastiche
  • Protezione degli habitat
  • Salvaguardia della fauna marina
  • Educazione e sensibilizzazione ambientale

Il ROV (Remotely Operated Vehicle)

Dotato di videocamere ad alta definizione, luci, bracci meccanici e sensori ambientali, il ROV consente di operare in condizioni ambientali critiche o a profondità non raggiungibili in sicurezza dai subacquei, senza la necessità di immersione diretta.

Questa tecnologia garantisce un’elevata precisione nella localizzazione e identificazione di oggetti sommersi, come reti fantasma, rifiuti o strutture abbandonate, e permette di acquisire dati fondamentali per il monitoraggio e la valutazione dello stato ecologico dei fondali.

Nel caso in cui sia stato utilizzato per le attività di scouting, il ROV sarà impiegato nuovamente a distanza di 6 mesi e poi di due anni,  per monitorare l’evoluzione a lungo termine dell’area e consolidare i dati sull’efficacia dell’intervento in termini di sostenibilità ambientale e resilienza degli ecosistemi marini.

Dove realizzare il tuo progetto?

Il progetto può essere realizzato in tutta Italia, in aree idonee e precedentemente individuate, e prevede sempre il coinvolgimento delle Istituzioni e delle autorità locali, della Capitaneria di porto, dei Circoli di Legambiente e dei Diving coinvolti nelle attività di recupero.

Contattaci per trovare l’area più adatta su cui realizzare il tuo progetto.

Progetti realizzati