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Progetto per il recupero di reti fantasma

Il progetto per il recupero di reti fantasma è stato realizzato con il sostegno di Timossi Beverage & Food Solution, azienda leader nella distribuzione e logistica, nell’ambito di Mosaico Verde, campagna nazionale promossa da AzzeroCO2 e Legambiente per la rigenerazione degli ecosistemi.

 

L’inaugurazione del progetto è avvenuta il 26 maggio 2025 presso la banchina del Porto Marina degli Aregai, grazie al sostegno di Timossi Beverage & Food Solution e con la collaborazione del Diving Nautilus TDC e Ubica srl, il patrocinio del Comune di Santo Stefano al Mare e la partecipazione della Capitaneria di Porto di Imperia.

Durante la giornata è stato organizzato anche il Laboratorio “Zooplancton e fitoplancton” a cura di Legambiente Liguria, per l’osservazione dei microrganismi presenti nei campioni di acqua con l’utilizzo di sistemi ottici portatili che trasformano cellulari e tablet in microscopi.

Come ricordo della giornata, AzzeroCO2 ha consegnato a Timossi Beverage & Food Solution una Balena realizzata dall’artista Antonella Cirrito con bottiglie di plastica post-consumo.

 

 

 
 

Video presentazione

 

 

Reti fantasma: le dimensioni del problema

Nel Mediterraneo gli attrezzi da pesca rappresentano l’89% dei rifiuti pescati

 


 

Le reti fantasma sono trappole invisibili che riempiono i nostri mari, reti da pesca – o quel che resta di loro – dimenticate, perse o abbandonate, sotto la spinta delle correnti, continuano incessantemente ad abradere il fondale, ferendo e uccidendo anche migliaia di invertebrati, ma anche vertebrati come tartatughe marine e uccelli.

Oltre alla cattura accidentale di fauna marina, le reti fantasma contribuiscono all’inquinamento marino rilasciando microplastiche nell’ambiente.

Recupero reti fantasma

Il progetto

Il progetto sostenuto da Timossi Beverage & Food Solution ha previsto il recupero di reti da pesca abbandonate sul fondale marino della Secca di Santo Stefano al Mare, ad una profondità minima di 30 metri, una zona particolarmente nota per le sue ricchezze biologiche ma dove è stata identificata un’importante concentrazione di reti da pesca disperse.

Sono stati recuperati oltre 2 quintali di reti, successivamente smaltite dal Comune di Santo Stefano al Mare garantendo un trattamento responsabile e sostenibile dei rifiuti raccolti.

Il complesso recupero delle reti permette non solo di eliminare una fonte di inquinamento ma anche di liberare centinaia di organismi come coralli, crostacei, pesci, che altrimenti troverebbero la morte. Questo lavoro permetterà di proteggere gli habitat naturali e di tutelare la biodiversità marina in alcuni tratti del Mar Ligure.

  • Tutela della biodiversità marina
  • Riduzione dell'inquinamento da microplastiche
  • Protezione degli habitat
  • Salvaguardia della fauna marina
  • Educazione e sensibilizzazione ambientale

Un'esperienza immersiva: laboratorio di Zooplancton e fitoplancton

Durante la giornata di recupero delle reti e di presentazione del progetto, è stato organizzato un laboratorio per osservare i microrganismi presenti nei campioni di acqua con sistemi ottici portatili che trasformano cellulari in microscopi.

In collaborazione con Legambiente Liguria, i dipendenti e gli stakeholder di Timossi Beverage & Food Solution sono stati infatti coinvolti in un’attività educativa che consiste nell’osservazione, con sistemi ottici portatili Diple di SmartMicrooptics che trasformano cellulari e tablet in microscopi, dei microrganismi presenti in campioni di acqua, osservando e analizzando i materiali organici.

 

Progetto realizzato grazie al supporto di

in collaborazione con con il patrocinio di con il supporto tecnico di

Comune di
Santo Stefano al Mare

 

Si ringrazia D-Marin per l’ospitalità e la Capitaneria di Porto di Imperia per la partecipazione.